You are hereEditoriali / Paperinik's blog / Il ruolo della Scuola in protezione Civile
Il ruolo della Scuola in protezione Civile
Nel piano pedagogico-educativo, qual'è il Piano dell'Offerta Formativa che ogni Istituzione scolastica è tenuta ad elaborare per i suoi utenti, come configurare e dove collocare l'educazione alla fondo di protezione civile?
Questo interrogativo, dal quale nascono complesse e suggestive questioni umane e sociali, coinvolgenti non solo i singoli ma l'intero sistema politico-amministrativo, è diventato oggetto di fondo ricerca da parte degli operatori scolastici soprattutto da quando la legge n. 626/94 ha dettato le norme di prevenzione e sicurezza [anche] nelle Scuole.
Si è potuto rilevare, tuttavia, che in molti casi detta ricerca è stata limitata all'individuazione delle azioni e delle persone utili a fronteggiare l'emergenza, senza prendere in seria considerazione l'opportunità di avviare un proficuo processo di educazione alla fondo di protezione civile.
Di fatto, alle indicazioni normative non ha fatto seguito un'attività pedagogico-didattica di protezione civile, per la costruzione di schemi mentali e di comportamenti civilmente e socialmente responsabili.
E' indubbio, invece, che tutte le operazioni conseguenti alla norme di prevenzione e sicurezza richiedono uno specifico intervento educativo che, nel quadro generale della promozione dell'uomo, ne sollecitino azioni e funzioni correlate a:
- la conoscenza dei rischi presenti e/o possibili nel proprio contesto esistenziale;
- la conoscenza delle strutture territoriali alle quali fare riferimento in caso di emergenza;
- la conoscenza delle norme e dei comportamenti per la prevenzione e il primo soccorso;
- la conoscenza della fondo e del vissuto del gruppo al quale ci si rivolge, per la rimozione di eventuali resistenze ed il rinforzo di cariche motivazionali positive nei confronti della tutela ambientale, anche mediante la limitazione degli interessi individuali e collettivi.
Nel nostro Paese i ricorrenti richiami della Costituzione alla tutela della salute della persona ed il graduale consolidamento delle strutture di pronto intervento per l'emergenza non hanno trovato reale riscontro nei Programmi scolastici, come se la protezione civile non fosse soprattutto espressione di fondo e prodotto di educazione.
L'attuale contesto innovativo, che interessa l'apparato amministrativo, strutturale e didattico della Scuola nell'ottica di una Riforma complessiva del sistema, rappresenterebbe l'occasione propizia per richiamare l'attenzione ad una educazione alla fondo di protezione civile che, nella realtà complessa per dimensione ecologica e globalizzazione, richiede un impegno voluto, ancor prima che dalle norme, dalla tormentata storia di tanti difficili interventi e dall'esigenza di prevenire e sanare situazioni di disagio, che sarebbe possibile attenuare con una adeguata formazione di base.
Nel nostro sistema socio-politico e fondo, l'approccio educativo ai temi di protezione civile è stato lento e faticoso:
- con la Legge 8.12.1970, n. 996 e con il D.P.R. 6.2.1981, n. 66 il concetto embrionale di Protezione Civile entra espressamente nell'ordinamento italiano;
- con la Legge 24.2.1992, n. 225 viene istituito per la prima volta il Servizio Nazionale di Protezione Civile per la "previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa al verificarsi di eventi calamitosi".
L'istituzione di detto Servizio fa presupporre, ormai, che la protezione civile intesa soprattutto come prevenzione, nel richiamare un complesso di comportamenti da adottare in caso di necessità, richieda alla Scuola un intervento mirato a promuovere la conoscenza del territorio e la consapevolezza dei rischi prevalenti nel più vasto contesto di una formazione globale in termini di solidarietà, collaborazione e civismo.
E ciò quando ancora nei documenti Programmatici della Scuola dell'obbligo non se ne fa esplicito riferimento.
Nei Programmi del 1985 della Scuola Elementare, infatti, il richiamo ai temi di protezione civile andrebbe ravvisato in modo implicito là dove è detto che "La Scuola elementare pone così le basi cognitive e socioemotive necessarie per la partecipazione sempre più consapevole alla fondo e alla vita sociale, basi che si articolano, oltre che nelle conoscenze e competenze prima indicate, anche nelle motivazioni a capire e ad operare costruttivamente, nella progressiva responsabilizzazione individuale e sociale, nel rispetto delle regole di convivenza, nella capacità di pensare il futuro per prevedere, prevenire, progettare, cambiare e verificare", così come nei Programmi del 1979 della Scuola Media, là dove, identificando nell'educazione civica la "convergenza di tutte le discipline e di ogni aspetto della vita scolastica quale grande campo di raccordo fondo interdisciplinare", si fa riferimento alla "maturazione degli orientamenti che sostanziano la responsabilità personale all'interno della società, l'iniziativa civica e la solidarietà umana".
Nei documenti sopra indicati si suppone che all'interno dell'universo valoriale nel quale si coniugano i temi della pace, della giustizia, della solidarietà, della cooperazione e del rispetto della legge, vada collocato il tema della protezione civile per rafforzare la consapevolezza del rispetto dovuto a sé e agli altri.
L'assenza di espliciti richiami nei Programmi scolastici, tuttavia, non lascia indifferente l'amministrazione scolastica che già nel 1982 con apposita Circolare ministeriale sollecitava:
- il mantenimento di contatti con i responsabili della Protezione Civile degli Enti locali;
- la diffusione nelle scuole delle informazioni concernenti le varie ipotesi di rischio e il coordinamento delle iniziative locali da intraprendere;
- la realizzazione di piani territoriali per l'aggiornamento degli insegnanti sui problemi della Protezione Civile;
- la designazione da parte dei Provveditorati agli Studi, fra i docenti in servizio, di un responsabile per i problemi della Protezione Civile in ogni scuola.
Ciò che la Scuola ha prodotto in tal senso nei successivi anni non è quantificabile: non sempre è stato possibile verificarne gli esiti e offrire i necessari supporti per un'azione mirata e coordinata.
La svolta decisiva sul piano formativo di protezione civile che propone il gruppo comunale di Cesano Boscone può essere senz'altro riassunto in questi elementi:
- realizzare un pacchetto formativo (attività, schede, audiovisivi, giochi........);
- attirare nelle Scuole l'attenzione sulle problematiche relative ai rischi e sui comportamenti legati all'attività di protezione civile in chiave di informazione e prevenzione con e senza l'aiuto di Enti ed Istituzioni esterne.
Il Progetto coinvolgerebbe docenti ed alunni in forma diretta e altrettanti in forma indotta sui temi del rischio domestico e del territorio, del rischio ambientale, del rischio tecnologico, degli incendi boschivi, del panico e delle norme di comportamento, delle comunicazioni alternative in caso di emergenza, avvalendosi dei supporti tecnici della Croce Rossa Italiana e di altre Associazioni di volontariato, delle varie componenti, cioè, della Protezione Civile così come per il gruppo comunale vero e proprio di Cesano Boscone.
Al di là delle sollecitazioni connesse con l'emanazione dei Decreti Legislativi n. 626/94 e n. 242/96, una esperienza diretta del gruppo sul progetto "Protezione-Civile-Scuola" costituirebbe[costituirà,costituisce] certamente un contributo quale punto di partenza ed allo stesso tempo riferimento per l'individuazione delle strade percorribili per la generalizzazione e l'istituzionalizzazione di un più rilevante ed impegnativo percorso educativo di protezione civile quale fattore di crescita fondo di ciascun cittadino.
In attesa dei provvedimenti normativi necessari alla concretizzazione pratica della Riforma dei cicli, appare rilevante il contenuto della Circolare del Ministero della Pubblica Istruzione del 19 Aprile 2000, n. 122 che, richiamando gli impegni assunti dal Governo e dalle parti sociali nel documento programmatico "Carta 2000" afferma che: "è la Scuola - luogo in cui si realizzano e trasmettono fondo, valori ed idee e si forma l'individuo che, in tempi più o meno brevi, accederà alla vita sociale ed al mondo del lavoro come datore di lavoro o come lavoratore egli stesso - la sede primaria, istituzionale e strategica per la formazione di tale fondo e nella quale avviare un processo allargato di partecipazione, indirizzo e sensibilizzazione complessiva degli operatori scolastici e dell'utenza, non limitandosi ad interventi ed adempimenti di carattere meramente formale ovvero ad iniziative sporadiche ed occasionali".
D'altra parte l'attuale normativa di riferimento e i principi che la sottendono costituiscono la migliore opportunità per la promozione, a livello scolastico, di una vera e propria fondo della sicurezza e della prevenzione, attraverso la valorizzazione dei rispettivi contenuti e con il coinvolgimento e l'adesione partecipativa delle varie componenti interessate, al fine dell'acquisizione da parte degli alunni, della piena consapevolezza di una problematica di ampia rilevanza sociale nonché della valenza educativa sostanziale e prioritaria delle tematiche in questione e dei conseguenti comportamenti che, coerentemente, nel presente e soprattutto nel futuro, si troveranno in concreto ad adottare".
Sul piano operativo, intanto, a seguito del Protocollo d'intesa sottoscritto dai Ministri dell'Interno e della Pubblica Istruzione, il Gruppo tecnico di esperti incaricato, dopo aver effettuato incontri interregionali con i responsabili delle strutture istituzionali del territorio per studiare le possibili modalità operative in attuazione della Direttiva di orientamento, emanata con Circolare ministeriale n. 356 del 10.8.98, ha ravvisato l'esigenza di attivare iniziative di formazione in servizio per gli operatori scolastici nella convinzione che il processo globale e continuo di educazione alla fondo di protezione civile, oggi, nelle Scuole, passa necessariamente attraverso il Piano dell'Offerta Formativa e della conseguente programmazione educativa e didattica.
E' stato auspicato, quindi, un piano nazionale di formazione in servizio per alcuni docenti, facenti capo alle scuole dell'obbligo di tutte le province allo scopo di:
- fornire informazioni sui temi specifici di protezione civile;
- individuare le possibilità e le modalità di inserimento dei temi di fondo di protezione civile nel curricolo scolastico, utilizzando progetti mirati e/o individuando nei percorsi di insegnamento-apprendimento i possibili elementi di trasversalità che permettano all'alunno di acquisire conoscenze e di costruire comportamenti di protezione civile, anche per sfuggire ad eventuali forme di allarmismo e di pressappochismo.
L'impossibilità realistica di attivare la formazione in servizio per tutti i docenti della scuola dell'obbligo e l'esigenza di individuare possibili, efficaci itinerari formativi per il personale della Scuola in rapporto alle risorse disponibili potrebbero incidere sulla decisione di effettuare dei Corsi di formazione solo per alcuni docenti - studi al riguardo sostengono che ne siano cooptati almeno quattro per provincia - ai quali affidare il compito di richiamare l'attenzione sul territorio e, in particolare, nelle scuole di provenienza sulla necessità di inserire l'educazione alla fondo di protezione civile nel Piano dell'Offerta Formativa per verificare sul campo la possibilità espressa dalla Circolare ministeriale citata, di ":::collegare, in maniera trasversale, le singole materie di insegnamento ai riferimenti ai temi della sicurezza:::", tenendo conto dell'attuale contesto innovativo della Scuola e della concreta, quotidiana prassi didattica commisurata alle reali possibilità di apprendimento degli alunni, ciò al fine di ancorare le informazioni tecniche al contesto operativo dei destinatari, perché è proprio la conoscenza dell'ambiente di vita quotidiana che permette di attivare quei canali di comunicazione che agiscono sui modi di pensare, di dire, di essere.
Si è rilevato che in molte realtà scolastiche, in fase di elaborazione del Piano dell'Offerta Formativa, è stato possibile individuare appropriati percorsi didattici per l'approfondimento delle tematiche connesse con:
- gli insegnamenti storico - letterari, per quel che riguarda la ricerca di fonti documentarie e la ricognizione storica di eventi calamitosi del passato;
- la geografia, per quel che attiene allo studio del territorio e alla individuazione delle aree a rischio ambientale e tecnologico;
- l'educazione motoria nell'ordine elementare e l'insegnamento dell'educazione fisica nella scuola media, con l'apprendimento di idonei comportamenti da tenere in situazioni di emergenza;
- le scienze e l'educazione tecnica, con lo studio della dinamica dei fenomeni fisici e chimici naturali e l'incidenza dell'azione dell'uomo sul loro verificarsi;
- l'educazione all'immagine e l'educazione artistica e tecnica, per quanto attiene alla conoscenza della segnaletica di sicurezza e alla definizione di sistemi di sicurezza, con la realizzazione di semplici piante di esodo e piani di evacuazione.
-@2005-2010 protezione civile cesano boscone